Record in Serie A

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Han Kwang-song arriva alla Juve dopo essere diventato il primo calciatore norcoreano a segnare nel massimo campionato italiano.

Quando Han Kwang-song segnó di testa contro il Toro, il suo fu un gol storico. Per la prima volta un giocatore della Corea del Nord scriveva il suo nome sul tabellino dei marcatori di una partita di Serie A. Una grande soddisfazione per l’attaccante del Cagliari, allora diciottenne, che violando niente meno che la porta di Joe Hart -all’epoca portiere della Nazionale inglese- inizió a farsi strada verso la Juventus.

La firma di Han per la ‘Vecchia Signora’ è la ciliegina sulla torta di una carriera inarrestabile che ha lasciato a bocca aperta la stampa italiana ed europea, ma che non ha sorpreso la Marcet Academy, dove l’attaccante si allenó durante un’intera stagione per poter diventare quello che è oggi.

Han Kwang-song, after signing for Juventus.
Han Kwang-song, il giorno della sua presentazione con la Juventus.

“Tutto inizió cuando una delegazione nordcoreana venne in Europa per cercare una scuola calcio per le sue nuove generazioni”, ricorda José Ignacio Marcet. “Alla fine scelsero la nostra accademia, perché più che grandi marche cercavano un modo di imparare realmente il gioco del calcio”. Così, nel luglio del 2013 il presidente Marcet si recó personalmente a Pyongyang con un gruppo di tecnici per scegliere 18 ragazzi che avessero reali possibilità di migliorare. Il gruppo arrivó a Barcellona nell’autunno di quello stesso anno.

I primi giorni non furono facili per Han e i suoi compagni. “Non sapevano come gestire i loro errori”, spiega il presidente Marcet. “Credevano che vincere fosse normale. Dovemmo spiegargli che gli errori sono fondamentali per poter migliorare e arrivare al successo. Poi, settimana dopo settimana, iniziarono a cambiare la loro mentalità. Si rilassarono en entrarono poco a poco nelle dinamiche culturali occidentali. I calciatori che lasciarono Barcellona nel 2014 non avevano niente a che vedere con quelli che un anno prima erano arrivati dalla Corea”.

Han Kwang-song, during a training session at Marcet.
Han Kwang-song, in un allenamento nella Marcet Academy.

Le performance di Han con il Cagliari dimostrarono presto il suo adattamento al calcio europeo. “Qui mi sento a casa”, disse l’attaccante dopo la sua storica rete contro il Toro. “Sono molto contento e voglio ringraziare l’allenatore, i miei compagni e il club”. Un club che decise di scommettere su di un giovane di soli 18 anni per la sua prima squadra. I dirigenti del Cagliari non ebbero dubbi, coscienti del fatto che “il dribbling, l’istinto da goleador e la gran visione di gioco” erano le sue principali caratteristiche.

Han aveva già messo in mostra queste sue abilità nei Campionati Asiatici Under-16 del 2014, che ebbero luogo poche settimane dopo che il gruppo di giocatori nordcoreani lasció Barcellona. Il torneo internazionale fu una vera e propria vetrina di lusso per il ‘canterano’ Marcet, che segnò quattro gol diventando la autentica stella del campionato e portando la sua Nazionale al trionfo in un’epica finale contro i vicini della Corea del Sud.

Il resto è storia recente. Varie squadre europee (Ajax, Fiorentina, Tottenham…) cominciarono a seguirlo, però Han finí al Cagliari nella primavera del 2017. L’ariete di Pyongyang dimostrò immediatamente tutto il suo talento in un campionato come la Serie A, tradizionalmente difficile per gli attaccanti. Il suo protagonismo nella parte finale di quella stagione mise gli osservatori della Juve sulla sua traccia.

Dopo aver giocato un paio di stagioni in prestito al Perugia -squadra di Serie B con la quale Han segnò una tripletta nel suo esordio contro il Virtus Entella– il ‘9’ nordcoreanno ha firmato con il club bianconero. A detta della stampa sportiva, “la Juve apre la porta a un calciatore di 20 anni che per il momento giocherà nella squadra Under 23, ma che è atteso da un grande futuro e che ha già dimostrato di essere capace di cambiare la storia”.

 

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